
Chi sono
Il rotondo silenzio della notte
sul pentagramma
dell'infinito.
Esco nudo per la strada,
gonfio di versi
perduti.
Il nero, forato
dal canto del grillo,
ha questo fuoco fatuo,
morto,
del suono.
Questa luce musicale
che percepisce
lo spirito.
Gli scheletri di mille farfalle
dormono nel mio recinto.
C'è una giovinezza di brezze impazzite
sopra il fiume.
("Ora Stellata" F.Garcia Lorca)
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"Agamennone sarebbe scappato dalle paure e dalle menzogne che lei continuava a raccontargli. Avrebbe voluto viverla libero anzichè schiavo del buio e dell'incertezza. Portarla in luoghi sconosciuti, ingannare il tempo con nuove avventure, ma lei rimaneva legata al suo passato, alle sue bugie, ai suoi mostri zoppi ed orchi deformi. Forse aveva paura di scoprire un mondo nuovo o le dispiaceva di abbandonare quello vecchio. Egli immaginava una nuova vita, lei se la tormentava. Si stancò di aspettarla. La lasciò indietro col suo ricordo nel cuore."

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Alberi: rubati spudoratamente
Solitudine
Cos'è la solitudine?
forse un unica stella impressa
su un unico cielo nero..
forse una candela consumata
prossima a esalare la sua ultima fiamma..
Cosè la solitudine se non
il silenzio di viali desolati.
Poterle parlare,
ascoltare la sua desolazione innata
pronta a desolare vite stanche
di sopravvivere..
Conoscerla per scacciarla via,
prenderla per mano e poi
spingerla lontano dalla propria vita..
La solitudine uccide senza nemmeno
sporcarsi di sangue..
La solitudine è come il vento..
lo senti..
ti sfiora..
e poi và via lasciando sulla pelle
un gelido tremore pallido..
La solitudine è il vuoto di occhi che
guardano il nulla..
[]Questa è la mia vita..
senza prefazione e indice..
con un titolo ma non ancora una fine.
Pagine grigie di riciclaggio,
periodi incomprensibilmente metaforici,
parole leggere e chiare
come questo inchiostro che li riempie..
Suspense e frasi ad effetto,
battute e monologhi,
chi è la terza persona?..
Questa è la mia vita..
un libro rilegato male,
letto,sfogliato,
stracciato,
usato e abbandonato,
ripreso e appuntato,
copiato,sottolineato e
amato...
questa è la mia vita,
un libro...solo questo...
vissuto..
[]La favola fantastica
Una sera di festa
un palco in movimento
una musica che aleggia nell'aria
sospesa sulle nuvole,
un cortile che si tramuta in una sala da ballo
e guardo la gente sorridere,
innamorati che parlano amore,
bambini deliranti e io
li guardo immersi in una favola fantastica
ma la tristezza mi avvolge con tutta
la sua forza
e non sento gioia
e non sento leggerezza,
sono pesante..
e sono piena delle mie angoscie che non tento di cancellare
piuttosto cancello me stessa
continuando perennemente a riempirmi di ansie..
e persa nei miei distanti pensieri
ritorno al presente
e l'aria mi nutre all'improvviso di se stessa
e fuochi artificiali si
impadroniscono dei miei occhi che
si illuminano solo delle loro luci intermittenti
e come luci,
si spengono
rabbuiandomi la vista..
e non brillo di me stessa
e non mi nutro d'aria
e i miei pensieri tornano ad affollare
la mia testa.
Faccio fatica a guardare quel riflesso
un ombra nera che rifugge la luce,
una sagoma strappata che copre
il suo corpo con mani
sporche delle sue azioni ansiose,
e quegli occhi non sorridono più perchè
nulla gioisce dentro lei..
si raggomitola su un letto di piume
e scrive parole stanche di lei
e vuole sognare ancora,
magari quella favola fantastica di cui però
la protagonista
ora
è lei.. .
La recensione della Redazione _-19/08/2006
Al centro del componimento c'è il contrasto tra il gioioso spettacolo di una sera di festa e la tristezza che "con tutta la sua forza" avvolge l'autrice: alla letizia della realtà esteriore fa da contrappunto il ripetersi di un tormento interiore che non si riesce o, più probabilmante, non si "tenta" neanche di cancellare; alla luce variopinta della festa si oppone il buio dei pensieri e degli occhi che "non sorridono più" (interessante la contrapposizione tra le luci dei fuochi e quelle degli occhi/pensieri che solo a tratti si illuminano di luce riflessa). Se non fosse per la differenza di esiti e di implicanze poetiche potrebbero tornare alla memoria i versi in cui Leopardi, in una notte di luna piena, grida la sua angoscia a quella donna che tanta piaga gli aprì in mezzo al cuore. A differenza del poeta di Recanati, però, alla nostra autrice resta ancora il dolce conforto di un sogno e di una favola fantastica.
Creatura solitaria..costruisco un muro di errori con mattoni di bugie..
Una falce di plastica non rompe il mio inganno.oltre la soglia restano silenziosi cuori delusi...Violini stonati ora suonano x me,una galleria di figure nere e senza volto avanzano mentre indietreggio pesantemente verso una nuova luce..
questa è la mia attesa..
questa è la mia nuva rinascita..
Creaturaa folle..ora voglio la mia rivincita..
Ordino la vita seguendo il caos dei miei pensieri..
dal primo all'ultimo li incateno sospendendoli sul filo logico della mia coscienza..
come panni inumidite lascio asciugarli fino all'ultima goccia di disordine..
Un nuovo sole si specchia su di essi in attesa di essere
riposti nei cassetti del mio ordine interiore..
Il vento dei miei errori soffia..
non cadranno..
sono bloccate dal filo spinato della mia volontà..
[]IL TRENO
Quando la notte scende,cala il sipario sulle nostre giornate..
parole urlate al vento..
sguardi sorridenti..
occhi stanchi di routine,
ogni cosa và via scemando mentre il cielo imbrunisce..
La tranquillità ruba il posto alla frenesia di movimenti,gesti,parole e programmi da rispettare..
La notte riempie valige di giornate ,soli...e vita sociale...e ogni mattino è sempre una nuova partenza;
cè chi sa già quale treno prendere....con la soddisfazione di saper di non aver sbagliato destinazione..
e cè chi sul treno non è ancora salito,è già partito..
ogni notte avrà una valigia ancora vuota cn sè e ogni mattina un treno in viaggio ancora senza di lui..
ma la notte porta consiglio..e cè chi decide di non aspettare più il mattino...
attendera quel treno,su quei binari,in quella stazione...il tempo non lo tradirà..non piu...e
la valigia..
ce ne sarà una nuova ad aspettarla
a destinazione..
VITA
Ho lasciato che il mio cuore
si impregnasse di succo di vita;
Ho lasciato che i miei sensi
entrassero nell'onda di profumi
anesteticamente velenosi..
Ho lasciato che le mie mani
provassero a sentire la dolcezza
delle cose..
Ho sentito il mio corpo levarsi
in aria,
le mie braccia spalancarsi verso
il nulla,
i miei occhi chiusi entrare in
sogni realizzabili;
Ho visto la mia voce viaggiare verso
orizzonti infiniti e
urlare candidamente
gioia di vivere...